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Osteoporosi, Artrosi e Movimento



Con l'avanzare dell'età, in molti casi, si possono manifestare delle problematiche ossee e articolari che portano ad avere una postura sempre più in cifosi, con addome prominente ( anche a causa della ptosi viscerale) con conseguenti dolori generalizzati e/o accentuati in certi distretti articolari ( colonna lombare, cervicale, intestino pigro, cattiva digestione, ecc.) che via via, interesseranno l'intero organismo.

Tutto questo porterà ad attuare sempre meno movimento, creando così un circolo vizioso dal quale diventerà difficile uscirne.


Numerosi studi scientifici hanno e stanno dimostrando che un'attività leggera ( camminare, pilates, ginnastica a corpo libero...) eseguita per almeno 75 minuti alla settimana, oltre ad aiutare considerevolmente il lento peggioramento delle suddette problematiche articolari, migliorerebbe addirittura la situazione portando l'organismo a rispondere meglio alla gravità (che lentamente contribuisce alla ptosi viscerale e alla compressione sulle articolazioni) e allevierebbe notevolmente la percezione del dolore, grazie alla produzione di endorfine (composti chimici, prodotti dall'ipofisi, simili alla morfina che agiscono come analgesici naturali) durante l'attività fisica, oltre a migliorare anche la digestione e il ritmo sonno/veglia.

Numerosi studi hanno dimostrato che chi svolge una corretta e costante attività fisica aumenta i valori della densità minerale ossea in modo maggiore rispetto alle persone sedentarie, perché le contrazioni muscolari e le sollecitazioni dei tendini sulle ossa stimolano il rimodellamento osseo (processo naturale in cui il tessuto osseo vecchio, viene sostituito da tessuto osseo nuovo).


Dopo i 30 anni, e in particolare per le donne a partire dalla menopausa, si verifica una perdita di massa ossea, inevitabile e progressiva. Diventa quindi fondamentale l'esercizio fisico per costruire ossa più forti e rallentare il processo che porta all’osteoporosi, tenendo presente che è bene iniziare questa prevenzione fin dall’infanzia – periodo in cui nello scheletro si accumula il calcio che servirà poi da scorta in età avanzata – e continuarla per tutta la vita.


Fare esercizio fisico regolarmente agisce positivamente sui principali fattori di rischio dell’osteoporosi, diminuendo significativamente il pericolo di fratture perché aumenta la forza muscolare, la destrezza, i riflessi e il senso dell’equilibrio, riducendo così il rischio di cadute e, di conseguenza, di fratture osteoporotiche. Questo vale in particolare per le donne dopo la menopausa e per le persone anziane, che diventano tendenzialmente sedentarie.


La raccomandazione quindi è di fare attività motoria praticata in modo continuativo (almeno due volte alla settimana) per prevenire la malattia delle ossa fragili. Sarà però importante e utile fare attività dove il muscolo abbia una contrazione attiva e venga sollecitato meccanicamente, come: camminare, fare le scale, ginnastica a carico naturale e/o anche ballare.

Ovviamente se l'osteoporosi si è già instaurata , l’attività fisica dovrà essere moderata sia nell’intensità sia nella durata, finalizzandola al recupero della destrezza e del controllo motorio, rinforzando le eventuali zone soggette a fratture.





L'osteopatia invece, interverrà e sarà utile, sia nel caso in cui le alterazioni dell'oso si siano già instaurate, sia nel caso in cui siano presenti delle disfunzioni e delle alterazioni del movimento delle articolazioni iniziali che potrebbero degenerare nel lungo periodo ed instaurare quel circolo vizioso che è stato menzionato inizialmente.

Il trattamento osteopatico quindi, permette all'organismo di ritrovare un corretto equilibrio fisiologico per poter praticare attività fisica senza dolore e rigidità, mantenendo un buon stato di salute.

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